Il progetto One Belt, One Road: La Via della Seta 2.0

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Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e la conseguente fine della Guerra Fredda sembrava che gli Stati Uniti fossero predestinati ad un ruolo assertivo nella scena internazionale sia a livello politico che economico-commerciale, ma negli ultimi anni tali prospettive sono andate affievolendosi grazie all’emersione ed all’ascesa di nuovi poli economici al di là dei confini occidentali.

Difatti paesi come Russia, India, Cina e altri paesi dell’area centrale dell’Asia sembrano essere riusciti ad intraprendere un’interessante percorso economico volto al rovesciamento dell’ordine mondiale commerciale di stampo statunitense.

Il progetto

Tra tutte, la Repubblica Popolare Cinese, che con il suo presidente Xi Jinping, il quale nel 19° Congresso nazionale del partito comunista cinese (Pcc) è stato riconosciuto come terzo leader più importante della storia della RPC dopo Mao Zedong e Deng Xiaoping, ha inaugurato nel 2013 un progetto commerciale volto a dare uno slancio agli scambi globali e ad instaurare connettività e cooperazione tra gli stati dell’Eurasia. Questa iniziativa chiamata One Belt, One Road ha come obbiettivo quello di riproporre una Via della Seta 2.0, tramite la costruzione di una serie di infrastrutture, tra cui ponti, autostrade, linee ferroviarie ad alta velocità, con il fine di migliorare i collegamenti tra Asia Centrale, Medio Oriente, Africa ed Europa.

Il progetto è articolato lungo due percorsi commerciali paralleli; il primo terrestre che connetterà la Cina all’Europa del Nord attraverso la Russia e l’Asia Centrale, e la RPC al Medio Oriente; il secondo sarà un percorso marittimo che costeggerà tutta l’Asia Orientale e Meridionale fino a giungere al Mar Mediterraneo passando per il Canale di Suez. A tal proposito anche l’Italia offrirà alcuni porti all’iniziativa di Xi Jinping, data la posizione privilegiata della penisola nel Mediterraneo. Genova, Trieste e Venezia sono gli scali proposti dal Premier Gentiloni all’OBOR Summit di Pechino.

La Cina oggi

La Cina, oggi, è una grande potenza, grazie agli sforzi posti in essere dai suoi grandi timonieri, da Mao a Deng Xiaoping, dalle conquiste del socialismo prettamente cinese susseguitesi nella storia del Dragone alla politica di modernizzazione e apertura del sopracitato Deng. Tutto ciò in piena linea rispetto al grande contributo ideologico del presidente Xi Jinping che può essere riassunto nel concetto di “sogno cinese” e “risorgimento nazionale” dopo le cosiddette umiliazioni dell’Ottocento e della prima metà del Novecento. Entro il 2049, quando la Repubblica Popolare Cinese compirà 100 anni, il paese del Dragone dovrà essere “prospero, forte, democratico, culturalmente avanzato e armonioso” , questi gli obbiettivi di Xi Jinping, senza dimenticare l’intenzione originale, ossia la salvaguardia della sovranità del Pcc.