Sangalli (CGIE Perù): A proposito dell’ineffabile balletto di parte di Porta a Lima

Sí, sono rimasto neutrale e ho taciuto per lunghi due anni. Ora basta! Poiché non intendo assistere in silenzio al tentativo di distruzione del COMITES del Perú.

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fabio porta a lima in peru

Sí, è un gioco di parole, ma esprime bene la realtà di quanto avvenuto durante la recente visita dell’On. PORTA (PD) a Lima, perché di visita di PARTE (centrosinistra) si è trattata: un deputato del PD che partecipa a Lima ad un “incontro con la collettività italiana del Perú” (peccato che non vi abbiano partecipato più di 20-25 connazionali; ma così si capisce la mancata pubblicazione di foto riprendente i convenuti…) organizzato da altri militanti PD.

In effetti, l’incontro è stato organizzato dal tesserato PD Alfredo Carpentieri, da sempre presentatosi come l’uomo del Patronato Ital Uil a Lima… anche se da quando (dopo DUE ANNI –per lui convenienti, certo- di sospettosa mancata comunicazione al locale COMITES da parte dell’Ambasciata) è trapelato il Parere dell’Ufficio del Contenzioso del MAECI che ribadiva l’incompatibilità tra la condizione di rappresentante di Patronato e membro del COMITES, ama presentarsi nella sua veste di presidente dell’Unione Italiani nel Mondo (UIM) sezione Perú; e cioè, dell’organizzazione di facciata del Patronato Ital Uil per la contrattazione dei suoi rappresentanti all’estero (dal sito dell’UIM: “La UIM è una delle organizzazioni a livello mondiale che, agendo a fianco del sindacato Uil, del patronato Ital…”) nell’artificioso tentativo, tra l’altro, di aggirare l’incompatibilità legale con l’appartenenza ai COMITES.

D’altra parte, è opportuno ricordare che il signor Carpentieri fu capolista di “Innovazione Italiana-Alleanza Italiani del Perú”, candidatura creata appositamente per le ultime elezioni del COMITES, che perse, nonostante aver provato a condizionare il voto, invitando dal profilo Facebook del Patronato Ital Uil-Perú, i connazionali (tanti suoi assistiti di Patronato, che gli procurarono una valanga di voti di preferenza a scapito degli esigui ottenuti dai suoi compagni di lista…) a recarsi nella sua sede per essere “aiutati a votare” (il che diede luogo a un’ interrogazione parlamentare; ma non, ancora, ad un esposto in Procura per palese violazione della legge elettorale).

In più, “l’incontro con la collettività italiana del Perú” (di per sé poco rappresentativo non essendo stati invitati né il presidente del COMITES né il consigliere CGIE…) si è tenuto presso i locali del Circolo Sportivo Italiano, il cui presidente, signor Giancarlo Farris, a suo tempo, fu veementemente postulato per la carica di rappresentante della collettività italiana del Perú presso il CGIE (tra l’altro, essendo stato in quell’occasione battuto dal sottoscritto col 65% dei voti) indovinate da chi? Sí, proprio dal signor Alfredo Carpentieri…

Isomma, tutta roba di parte, roba da Centrosinistra. Ma, per carità, ciascuno è libero di avere le proprie idee; su questo niente da eccepire.

C’è molto da eccepire, invece, quando la filiazione partitica interferisce ed inquina una Collettività come quella del Perú, che ha vissuto la pace e l’armonia nell’associazionismo e nelle istituzioni per decenni. E c’è molto da eccepire quando coincide con una condotta neo-leninista per cui è moralmente lecito tutto quello che serve alla rivoluzione (nella fattispecie, prendersi ad ogni costo il COMITES) per quanto modesta in questo caso risulti. Per questi neo-leninisti nostrani, mistificare i fatti, mentire spudoratamente, per PORTARE l’acqua al proprio mulino politico è connaturale alla loro forma mentis.

Così si capisce che per l’On. Fabio Porta le critiche al signor A. Carpentieri per la palese violazione della legge elettorale, per rifiutarsi di sottoporsi alla delibera del COMITES sulla sua incompatibilità, per far ad esso mancare il quorum mirando a forzarne lo scioglimento (col calcolo di bassa bottega di andare subito a nuove elezioni che si immagina di poter vincere) o per due anni di aggressivi e mal educati interventi in seno al COMITES (che hanno determinato, per logoramento, le dimissioni di due consiglieri di maggioranza, un revisore dei conti e della stessa presidente, signora Muttoni) siano “attacchi personali e ingiustificati alla figura e all’operato del capolista Alfredo Carpentieri”. Così pure nell’ottica neo-leninista, si capisce il di lui “apprezzamento per la buona volontà manifestata dai consiglieri della lista ‘Innovazione Italiana’ con l’indicazione di Paolo Valente, esponente autorevole e rispettato della comunità italiana, come nuovo Presidente”, travisando completamente i fatti visto che di buona volontà –per salvare il COMITES- sono i consiglieri di maggioranza della lista CTIM che in giustizia si possono vantare, essendosi dichiarati disponibili a cedere un’anno e mezzo di presidenza a una persona quale il signor Paolo Valente, la cui etica la locale stampa italiana ha messo in dubbio per aver firmato un contratto di servizi con l’Ambasciata d’Italia a Lima, riguardante dati la cui consegna al COMITES era stata negata perché protetti dalla legge sulla privacy (il che fu anche oggetto di un’interrogazione parlamentare, che purtroppo sembra sia rimasta senza risposta del Ministro; cosa grave).

A proposito delle dimissioni, lo scorso 9 febbraio, della signora Muttoni da presidente del COMITES, perché non se la sentiva più di tollerare il signor Carpentieri, va ricordato come questi pensava fosse allora arrivato il “suo” momento per diventare presidente. Purtroppo per lui, questo non è avvenuto perché, seguendo una prassi già osservata nel precedente COMITES, inmediatamente si elesse un’altro membro della lista CTIM (quella che ebbe più voti alle elezioni). Malauguratamente, il Ministero degli Esteri, in un raptus di schizofrenia, o semplicemente applicando la solita morale leninista (c’è niente da fare, è nel DNA dei compagni…) invalidò l’elezione del nuovo presidente, senza tener conto né del precedente locale né di quello identico avvenuto l’anno scorso al COMITES di Parigi. Vergogna!
Per tutto quanto fin qui esposto, sono costretto a rompere la neutralità che, nei confronti dell’insieme del COMITES, per ben due anni ho rigorosamente osservato, con sofferto stoicismo, come consigliere CGIE. Correttezza istituzionale la mia, con la quale ho accolto e portato a compimento in seno al CGIE anche una richiesta del signor Carpentieri, benché questi mi rifiuti il saluto da due anni. Sí, sono rimasto neutrale e ho taciuto per lunghi due anni, nonostante le continue intemperanze del capolista di “Innovazione Italiana” Alfredo Carpentieri –tipiche degli estremisti sindacalisti- nelle riunioni del COMITES, cui ho fin’ora presenziato in silenzio. Ora basta! Poiché non intendo assistere in silenzio al tentativo di distruzione del COMITES del Perú da parte di questi neo-leninisti, da parte di questo signore sindacalista che non è né eticamente né caratterialmente adatto a dirigere la più alta istituzione rappresentativa della Collettività italiana del Perú, la cui benemerita Storia e mentalità lui non capisce.

Dunque, per senso di responsabilità nei confronti della collettività italiana del Perú, dichiaro tutto il mio sostegno al presidente del COMITES, contrammiraglio Chiarella, la cui pubblica denuncia contro le falsità sparse dai consiglieri della lista “Innovazione Italiana…” ed amici di area, avallo punto per punto.

Lima, 12 Settembre 2017
Gianfranco SANGALLI
Consigliere CGIE-Perú