Il mistero del fantasma di Branca Doria, una storia vera o falsa?

Branca Doria era un nobile genovese vissuto a cavallo tra il 200 e il 300. Era un uomo molto ambizioso, che sognava il potere, e il massimo rispetto da parte degli altri. Ma soprattutto amava una cosa: incutere paura nel prossimo. Senza alcuno scrupolo.

Chi era Branca Doria?

Nonostante facesse già parte di una delle più nobili e antiche famiglie di Genova, non contento, sposò Caterina Zanche, una timidissima ragazzina di appena sedici anni, figlia di Bianca Lancia e di Michele Zanche, governatore del Logudoro in Sardegna. Egli ambiva proprio al titolo nobiliare di suo suocero. E per raggiungere il suo obiettivo, Branca Doria agì senza scrupoli e con lucida freddezza. Durante un banchetto luculliano, tenutosi nella tenuta di Nurra, attese l’attimo in cui Michele Zanche era più vulnerabile per aver bevuto qualche bicchiere di troppo, e lo fece uccidere da un sicario. Per completare l’opera, mancava solo un ultimo tassello: far sparire il corpo del suocero assassinato. Allora Branca Doria non esitò e fece tagliare il cadavere in tanti pezzi, per poi nasconderli accuratamente. Adesso le sue ambizioni non avevano più alcun ostacolo.

Ma per uno strano scherzo del destino, anche Branca Doria morì di morte violenta: venne catturato durante una sommossa a Sassari nel 1323, e brutalmente giustiziato.

Divina Comedia, canto XXXIII dell’inferno

Egli compare nella Divina Commedia nel XXXIII canto dell’Inferno, nella terza zona del nono cerchio, e cioè nella Tolomea, dove sono puniti i traditori degli ospiti:

“Tu ‘l dei saper, se tu vien pur mo giuso:
elli è ser Branca Doria, e son più anni
poscia passati ch’el fu sì racchiuso».
«Io credo», diss’ io lui, «che tu m’inganni;
ché Branca Doria non morì unquanche,
e mangia e bee e dorme e veste panni».
«Nel fosso sù», diss’ el, «de’ Malebranche,
là dove bolle la tenace pece,
non era ancora giunto Michel Zanche,
che questi lasciò il diavolo in sua vece
nel corpo suo, ed un suo prossimano
che ‘l tradimento insieme con lui fece.”

Il fantasma di Branca Doria

Proprio la sua collocazione nell’inferno dantesco ha generato voci e racconti secondo cui in alcune notti si potrebbe incontrar la sua anima che vaga nella piazza della Chiesa di San Matteo a Genova. Testimoni riferiscono di aver notato la sua ombra mentre attraversava la piazza, entrava nella Chiesa e si dirigeva sempre verso la stessa colonna. Per poi scomparire improvvisamente.

Ed è su questa colonna che vennero poi ritrovate delle inspiegabili tracce di sangue.