Impressioni di una studentessa Italiana in Perù

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Sono atterrata all’aeroporto Internazionale Jorge Chavez di Lima il 21 Ottobre per trascorrere qui tre mesi, ignara di cosa avessi potuto trovare in Sud America, a cosa stessi andando incontro, ero contenta e eccitata all’idea di partire in un posto così lontano, di essere così fortunata ad avere questa opportunità e mi affascinava l’idea di poter esplorare questo mondo di persona.

Sono sempre stata conscia del fatto che il Sud America non è come l’Europa e che quella che stavo per vivere sarebbe stata un’esperienza profonda che avrebbe segnato la mia esistenza, che avrebbe in qualche modo modificato la mia percezione della realtà o semplicemente ampliato le mie vedute arricchendomi umanamente, è così è stato.

Nella vita non posso dire di non aver viaggiato ma il Sud America mi mancava, il Perù inoltre non è un posto che dici “ci sono quattro cose da vedere” e poi finisce li, uno Stato che riesci a visitare in una settimana.

Un luogo che per capire lo devi vivere, lo devi metabolizzare

Il Perù è una realtà complessa, è diversità, è un luogo magico, un luogo ricco di storia e leggenda, un luogo dai mille perché, una parte di mondo unica e stupenda in ogni suo angolo, un luogo che non smetti mai di conoscere e di scoprire, un luogo che per capire lo devi vivere, lo devi metabolizzare.

In Perù niente è quello che sembra e non tutto ha una spiegazione logica, è incanto e mistero, sono miliardi di emozioni e stati d’animo messi insieme, talvolta contrastanti, è malinconia e povertà ma allo stesso tempo spettacolo, tradizione, folklore, è una realtà difficile da descrivere talmente e varia, non c’è un Perù, ma il Perù ha mille facce.

E’ incanto e mistero, sono miliardi di emozioni e stati d’animo

Il Perù sono tante cose messe insieme, dalla metropoli caotica, rumorosa, grigia dove favelas e ricchezza si scontrano al piccolo villaggio di capanne sulle isole fluttuanti del lago Titicaca, sotto uno dei cieli più belli che io abbia mai visto nella mia vita; dalle profonde e talvolta spaventose acque del Pacifico alle maestose e fatate, quasi surreali vette delle Ande; dall’ arido e caldo deserto di Huacachina, alla selva vergine dell’Amazzonia di Madre de Dios e Iquitos, natura incontaminata regno della biodiversità dove vige ancora la legge della natura; terra d’indigeni nativi dove le popolazioni vivono in simbiosi con madre terra, terra degli ingegneri Inca e terra di sciamani dalle mille credenze, dove magia e esoterismo si fondono, crogiuolo di razze che si mescolano tra loro da secoli; terra di donne e uomini che sopravvivono dal lavoro della terra e che la sera tornano a casa stanchi con in spalla i loro sacchi colorati pieni di non so cosa, terra dai tessuti dai mille colori e dove anche le montagne a cinque mila metri d’altezza prendono il colore dell’arcobaleno, terra dove trovi il mais di tutti i colori e la frutta ha un sapore diverso, si trovano qui, all’inizio della cordigliera delle Ande, le rovine del Macchu Picchu, una delle sette nuove meraviglie del mondo e posso garantire che realmente è una meraviglia.

Nei due mesi che sono qui ho avuto modo di visitare tanti luoghi di rara bellezza che mi hanno riempito gli occhi, il cuore e l’anima d’immensità, a volte di tristezza e spesso di stupore, ma questo non è abbastanza per poter affermare di conoscere il Perù.

Un viaggio terreno, un viaggio temporale, un viaggio introspettivo

Il Perù è una terra che ti fa vivere un’esperienza mistica, è un viaggio terreno, un viaggio temporale, un viaggio introspettivo; è mangiare il panettone in piena estate; è freddo e caldo allo stesso tempo; il Perù non lo cambi, è lui che cambia te.

Ognuno vive il Perù a suo modo, ognuno sceglie come viverlo, chi sceglie di venire in Perù viene accolto da questa terra a tratti feconda a volte avara e queste rimangono solamente le mie impressioni a caldo e quello che posso augurare a tutti coloro che verranno quaggiù è buena suerte y que lo pasen bien.