Un’italiana in Perù, “Lima è una città alla quale ti devi abituare”

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italiana in peru

La mia avventura in Perù, di preciso a Lima, è cominciata quasi tre mesi fa e ormai è arrivato il momento di tirare le somme. Aver scelto di essere catapultata in un mondo completamente diverso da quello in cui vivevo non è stato semplice, tuttavia ti apre gli occhi, ti fa crescere, ti mette alla prova, ti fa conoscere un altro pezzettino di umanità e un altro pezzettino di te stessa.

26 ottobre: inizio di un’avventura

Quando il 26 ottobre arrivai qui in Perù non avevo la minima idea di cosa aspettarmi, volevo rimanere sorpresa e così è stato. La prima cosa che vidi fu il traffico, migliaia di taxi, pullman e combi che sembravano quasi sfidarsi in velocità senza toccarsi mai. La seconda cosa che notai fu il cielo grigio, il grigio di nuvole prive di pioggia ma che per quasi tutto l’anno accompagnano gli abitanti di Lima. Magari questo scenario può non sembrare bellissimo e per me non lo fu inizialmente, eppure allora decisi di mettermi alla prova e ciò mi ha permesso di scoprire qualcosa di straordinario, che a volte ti fa perdere la testa e a volte ti lascia senza parole.

Lima e le sue mille sfaccettature

Lima è una città particolare, una città alla quale ti devi abituare. Ti devi abituare ai continui lavori per le strade della città, ai clacson dei tassisti, alle urla dei paraderi nei combi che ti invitano a salire, ai venditori di buonissima frutta in ogni angolo di strada, alle contrattazioni continue, ai chifa con i menù a buon prezzo, alla calma e tranquillità quasi eccessiva dei peruviani, alle donne con i loro abiti tradizionali e i bimbi fasciati alle loro schiene, ai colori vivaci dei loro tessuti, ai surfisti al Malecon, ai tramonti mozzafiato, ai graffitti spettacolari e al Pisco.

Il Perù non è solo Lima

Il Perù non è solo Lima, anzi. La vastità di questo Paese ti permette di ammirare paesaggi totalmente diversi tra loro. Inizialmente posso consigliare una meta decisamente più turistica ma che merita sicuramente: Huacachina, con la sua oasi, le dune da cavalcare con i quad e il sand boarding.

Tarapoto e la selva

Tarapoto è una piccola città al confine con la foresta Amazzonica. Ho avuto la possibilità di navigare su una piccola barca, per quattro ore, nel silenzio della selva circondata da scimmie, insetti, uccelli bellissimi e farfalle dai mille colori. Ho potuto ammirare la natura che circonda la Laguna Azul e di entrare in contatto con una piccola comunità nel Barrio Wayku. Tutto ciò accompagnata da una guida spettacolare. Con il suo pullmino abbiamo attraversato strade dissestate in posti sperduti, ho riempito il cuore e la mente di immagini indimenticabili alla luce calda di un bellissimo tramonto e tra gli acquazzoni che rinfrescano le giornate.

Huaraz e i suoi trekking

Diverso da Tarapoto è stato il viaggio a Huaraz. Ciò che inizialmente le differenzia è il clima, Huaraz è molto più fredda essendo situata ai piedi della Cordillera Blanca, a più di 3.000 metri di altezza. Sono arrivata nella cittadina dopo otto ore di pullman da Lima e subito sono stata accolta da un bel sole invernale. Ero li con due amici e ciò che più ci preoccupava era l’altitudine. Per chi non lo sapesse l’altitudine, quando non si è abituati, può causare forti mal di testa, nausea, aumento del battito cardiaco, mal di stomaco. Per prevenire tutto ciò gli abitanti di Huaraz offrono a tutti i turisti una tisana alle foglie di coca, il Mate de coca, oppure si masticano direttamente le foglie di coca essiccate. Inizialmente ero abbastanza scettica, in realtà sono state veramente utili. Huaraz è conosciuta perchè da li partono tantissimi tour che permettono di fare vari tipi di trekking. Il primo giorno ci è stato consigliato un trekking semplice che partiva da Santa Cruz e arrivava ad una piccola laguna. Dopo tre ore di quasi scalata, quando la testa e il cuore ci stavano quasi per esplodere, siamo riusciti ad arrivare a destinazione. La vista delle bellissime Ande innevate ha ricompensato tutti i nostri sforzi. Il secondo giorno abbiamo affrontato un trekking completamente diverso verso il ghiacciaio Pastoruri, a più di 5.000 metri d’altezza. Una camminata di soli tre quarti d’ora ma che ti mette veramente alla prova, tuttavia il panorama che ti si presenta arrivati a destinazione non ha paragoni. Poter vedere in piena estate un enorme ghiacciaio, bellissimo, con la neve che scende che ti congela il viso non è da tutti i giorni.

Ultimo proposito prima di tornare in Italia

Per finire in bellezza ci sarà Machu Picchu con Cusco, le montagne arcobaleno e il lago Titicaca. Ho voluto lasciarle per ultime perchè di solito le cose più belle si lasciano sempre per ultime e sono sicura che non rimarrò delusa. Tornerò in Italia lasciando un pezzetto di me stessa in questo Paese che per tre mesi mi ha accolto con tutte le sue contraddizioni e le sue bellezze.