Arcumeggia: il paese dei dipinti

Arcumeggia: il paese dei dipinti

Prima di essere il paese dipinto in provincia di Varese e la prima Galleria all’aperto dell’affresco in Italia, Arcumeggia, in provincia di Varese era un agglomerato di case rurali con un’economia basata sulla pastorizia, che rappresentò per secoli la fonte di sostentamento degli abitanti, oltre all’allevamento del bestiame, e soprattutto di capre.

Nel secolo XV il territorio della Valcuvia venne concesso in feudo al nobile Pietro Cotta e Arcumeggia è tra le comunità della Pieve della valle fin dal 1558, come risulta dell’estimo del Ducato di Milano, depositati presso l’Archivio di Stato.

Il feudo dei Cotta nel 1727 passò al conte Giulio Visconti Borromeo Arese e un sindaco e un console, eletti ogni anno all’inizio di gennaio, amministravano la comunità, occupandosi del governo del territorio, degli affari interni e delle questioni legali.

Arcumeggia comune autonomo

Arcumeggia rimase un comune autonomo fino al 1927, quando la riforma amministrativa delle municipalità lo uni al Comune di Casalzuigno.

Fin dalla seconda metà del secolo XIX la comunità vide il problema dell’emigrazione, quando tutti gli uomini validi, non esclusi i ragazzi e i bambini, lasciarono le loro case per raggiungere la Svizzera, la Germania e la Francia, dove lavoravano come manovali, muratori, decoratori, scalpellini, per aiutare le famiglie che erano rimaste al paese.

Tutto questo portò Arcumeggia, come tanti paesi di media montagna, a vivere negli anni Cinquanta del Novecento una condizione di progressivo abbandono: gli abitanti continuarono a diminuire, fino a raggiungere 156 unità nel 1956.

Svuotato dall’emigrazione Arcumeggia venne scelta come la sede della manifestazione Pittori in vacanza, che avrebbe visto l’arrivo nel paese di artisti capaci di rilanciare l’arte figurativa, in contrapposizione alle avanguardie astratte e informali.

L’idea originale di una Pinacoteca all’aria aperta, conquistò e dal 1956 cominciò la Galleria dell’Affresco, e l’anno dopo fu costruita la Casa del Pittore, luogo di soggiorno per gli artisti.

Da allora, un artista di fama in estate fu ospite di Arcumeggia e s’impegnò, durante la permanenza, a realizzare sulle pareti delle case un affresco, come Aligi Sassu, Remo Brindisi, Gianni Dova, Aldo Carpi, Umberto Faini, Eugenio Tomiolo, Francesco Menzio, Fiorenzo Tomea, Giovanni Brancacio, Enzo Morelli, Bruno Saetti, Ferruccio Ferrazzi, oltre a pittori locali quali Innocente Salvini, Antonio Pedretti e Albino Reggiori.

All’interno della Casa del Pittore, dove gli artisti possono lavorare ai bozzetti di preparazione degli affreschi, sono custodite varie opere tra sinopie, stendardi, mattonelle autografe, formelle, dipinti, cartoni preparatori, schizzi su carta e altro a testimonianza dell’ospitalità data al pittore.

Achille Funi

Il primo pittore fu Achille Funi che dedicò alla fede della gente di Arcumeggia una dolcissima Madonna in una piccola edicola nello slargo di accesso al paese, mentre Gianfilippo Usellini con il Ritorno dell’emigrante rispecchia la speranza degli abitanti di un paese spopolato, all’opposto di Giuseppe Migneco con la Partenza dell’emigrante.
L’omaggio alla tradizione ciclistica molto forte nel Varesotto è di Aligi Sassu con Corridori dove Coppi, Bartali, Magni e altri storici assi del pedale, affrontano una salita, mentre Remo Brindisi dipinge Abitanti e lavori del posto, il più grande affresco, oggi un po’ sbiadito.

Una Corrida di Gianni Dova è di fronte alla Locanda del Pittore poi tra le stradette si vedono bei lavori di Umberto Faini, di Brancaccio e di una decina di pittori.

Chiesa di Sant’Ambrogio

Tra le attrattive del paese c’è il Sagrato della Chiesa di Sant’Ambrogio, dove si possono vede gli affreschi delle 14 stazioni della Via Crucis dipinte da undici pittori diversi.

Molto suggestivi sono gli antichi cortili che conservano testimonianza dei Corsi Estivi di Affresco tenuti qui ad Arcumeggia fin dal 1961, che hanno visto la partecipazione di giovani provenienti dalle Accademie d’Arte di tutta Italia e dall’Europa.

La Via degli Allievi, dedicata a questi ragazzi, è nel cuore del paese ed è decorata con pannelli da loro realizzati in affresco, oltre a un piccolo spazio espositivo di sculture in gesso di Giuseppe Cerini (1862-1935) e di Giovanni Vidini (1899 -1994), originari di Arcumeggia.