Enrico Condemi, direttore ICE Agenzia Italiana per il Commercio Estero per Cile, Perù, Bolivia

enrico condemi

In occasione della fiera Expotextil 2019 svoltasi a Lima abbiamo incontrato il direttore ICE Agenzia Italiana per il Commercio Estero per Cile, Perù, Bolivia, Enrico Condemi, che in collaborazione con l’ACIMIT hanno portato in Perù 20 imprese italiane del settore tessili all’evento fieristico.

Direttore, come trova la rappresentazione italiana all’esposizione Expotextil 2019?

La rappresentanza italiana è piuttosto articolata, con 18 aziende che coprono praticamente tutta la filiera del tessile, dal filato fino alla stampa del tessuto, è molto qualificata ed è rappresentata anche l’associazione ACIMIT ai suoi massimi livelli. Mi sembra che sia una buona proposta come prima partecipazione ad una fiera qui in PERU.

È una delle partecipazioni più importanti, quella delle aziende italiane qui in PERU?

Sì sicuramente, sia per il settore tessile, sia più in generale per quanto riguarda le altre manifestazioni fieristiche peruviane a cui partecipiamo, è la più consistente. Noi partecipiamo anche a Expoalimentaria, in particolare per il settore della meccanica della trasformazione alimentare il packaging, e il numero massimo di imprese in queste manifestazioni è stato intorno alle 15, come esordio nel campo tessile invece abbiamo 18 aziende e direi che è un ottimo esordio. Ecco ci auguriamo che le relazioni commerciali sviluppate in fiera ripaghino la fiducia riposta in questo genere di eventi da parte delle imprese italiane.

Quindi la consistente presenza di imprese italiane qua oggi in fiera, può essere considerata come un segnale che il Perù è sempre un paese importante per l’Italia?

Senz’altro è un paese importante, così come lo è un po’ tutto il contesto sud Americano, che nonostante sia visto dagli investitori come un contesto finanziario pericoloso, le imprese italiane confermano il loro presenza e il loro interesse nei confronti del Perù e del suo mercato.

Praticamente siamo alla fine dell’anno, come valuta quest’anno a livello dei rapporti Perù-Italia?

Allora i dati dell’interscambio sostanzialmente si mantengono sugli stessi livelli dell’anno scorso, l’anno scorso c’è stata una nuova inversione del saldo, in precedenza era positivo con un surplus commerciale italiano, mentre l’anno scorso ha subito una nuova inversione. Storicamente nei rapporti commerciali tra Italia e Perù, soprattutto quelli relativi all’ultimo decennio, siano su valori di export e import che sostanzialmente si equivalgono o si superano leggermente di anno in anno. Quest’anno è stato sostanzialmente stabile, bisogna vedere come si sviluppa nei prossimi anni perché il grosso cambiamento è stato nell’ultimo quinquennio la fine del ciclo delle commodities, che ha avuto un grosso impatto sull’interscambio con un crollo in valore a causa della diminuzione delle esportazioni minerarie peruviane, sia in quantità ma soprattutto in prezzo, rispetto a quelle dell’Italia.

Bisogna vedere se adesso che ci troviamo in un nuovo regime, che ha scontato questa fase di super prezzi delle commodities, in che modo si sistemeranno i rapporti, io credo che ci sarà una tendenziale crescita dell’interscambio non vertiginosa, e credo che l’Italia possa tornare in avanzo commerciale soprattutto grazie agli investimenti che ci sono in corso in Perù, non parlo tanto del tessile quanto del minerario delle costruzioni e nelle opere civili, lì l’Italia esporta molto la componentistica meccanica e quindi io credo che ci sarà una domanda peruviana che si manifesterà mano a mano che gli investimenti si materializzeranno, per ora sono soprattutto annunci, alcuni sono già in corso, altri come Tia Maria sono stati sospesi. Leggevo che c’è un portafoglio nel prossimo quadriennio di circa 47 miliardi di dollari di investimenti progettati solo nel settore minerario, io credo che questo alimenterà la domanda peruviana di beni italiani in particolare di componentistica meccanica.

Un’ultima domanda, quali sono i progetti dell’ ICE per l’anno avvenire?

In questo momento è difficile dirlo perché in Italia è stata completata una riforma del settore dell’internazionalizzazione e del sostegno al commercio estero, per cui la regia principale del settore che faceva capo al ministero dello sviluppo economico è passata al ministero degli esteri, quindi c’è stato inevitabilmente un ritardo nel definire i programmi dell’anno prossimo. Io credo che si confermeranno grosso modo, quantomeno all’inizio, le linee guida che sono state seguite nell’ultimo periodo che erano: un forte impulso all’attività di incoming, cioè di invito di aziende dai paesi e mercati principali verso le fiere italiane, quindi nel caso del Perù questo riguarda la meccanica tessile e riguarda molto la meccanica alimentare le tecnologie agricole e per l’ortofrutta, riguarda la gioielleria, in misura minore il settore moda, qualcosa anche sugli impianti di climatizzazione, diciamo in generale su tutto il mondo dell’impiantistica.

Per quel che riguarda le attività che svolgeremo in Perù abbiamo in programma una missione di seminari di aziende italiane che si occupano di packaging in plastica e cartone, in un ottica però di economia circolare. Credo che parteciperemo sicuramente alla prossima fiera di Expoalimentaria che si terrà qui in Perù, mi auguro, adesso vedremo alla fine di questi tre giorni, che parteciperemo al prossimo evento Expotextil visto l’importante partecipazione di quest’anno.