Perù, l’esplorazione ha avuto inizio, Huancaya e Vilca

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Dopo poco più di due settimane a Lima, dopo aver preso lentamente confidenza con la città, con il clima, il cibo e il traffico, era giunto finalmente il momento di allargare i miei orizzonti e sperimentare nuove realtà peruviane. Per farlo ho scelto Huancaya e Vilca, due luoghi magici.

Anche solo il viaggio è stato un’avventura. Più ci si allontana da Lima dirigendosi verso l’interno del Perù, più le cittadine e poi man mano i paesini si fanno più rurali, ma in qualche modo più autentici. Molte strade non asfaltate, le case spesso sono fatiscenti, la gente di giorno si riversa lungo le strade con le sue bancarelle a vendere frutta, verdura, o qualunque altra cosa abbia da offrire, i bambini giocano spensierati per strada e i vecchietti stanno fuori a chiacchierare tra loro. Durante la notte invece, i paesini sono silenziosi, ho sentito solo, di tanto in tanto, delle musiche in lontananza, probabilmente da qualche parte si festeggiava qualcosa.

Abbiamo affrontato il viaggio in otto, io e altre due mie amiche, tre ragazzi tedeschi, l’autista del pullmino e la guida Josè, entrambi peruviani. Prima di partire avevo consultato google maps per avere un’idea di quanto sarebbe durato il viaggio. Google maps mi ha rassicurato indicando poco più di 4 ore. La realtà è stata diversa: siamo partiti alle h 23 e siamo arrivati a destinazione solo alle h 8 del mattino seguente. Probabilmente google maps non è informato sullo stato delle strade e sicuramente non aveva previsto le due ore di pausa del nostro autista. Evidentemente provato dal viaggio, per ben due volte si è fermato: la prima volta nel bel mezzo di un paesino e la seconda lungo una strada, ha abbassato il suo sedile e si è concesso il meritato riposo. Tutto ciò accompagnato da una musica inaspettata, il suo russare, che ha scaturito in noi non poche risate e ci ha allietato la sosta. Durante la prima pausa, inoltre, sollevando la testa, abbiamo avuto il privilegio di godere di un cielo meravigliosamente stellato, cosa che a Lima è stato impossibile vedere.

All’arrivo a Huancaya abbiamo dovuto subito fare i conti con la realtà in cui ci trovavamo. Una realtà ben diversa da quella a cui siamo abituati. L’ostello in cui abbiamo dormito era tutt’altro che lussuoso, la cucina del ristorante in cui abbiamo mangiato non avrebbe di certo superato una visita dell’Asl, ma in entrambi ci siamo trovati benissimo. Il ristorante di Huancaya è sicuramente il luogo in cui ho mangiato meglio in queste ultime settimane.

Huancaya e Vilca

Una realtà che mi ha riservato tante sorprese e mi ha riportato con i piedi per terra. Ho goduto della semplicità, dell’umiltà e dell’ospitalità della gente: quando abbiamo chiesto ad una signora per strada dove avremmo potuto trovare un negozietto, lei non ci ha indicato la via, ci ha accompagnato direttamente. Ho visitato il museo del paese ricevendo tutte le interessanti spiegazioni da una guida locale competente e gentile. Ho fatto una foto con una nonnina di Huancaya che, seppure con un po’ di perplessità, ha acconsentito e si è messa in posa. Sono tornata indietro nel tempo quando ho incontrato per strada dei bambini che giocavano felici con una biglia. Sono stata al freddo e al gelo di notte, di fronte ad un piccolo fuoco acceso nel bel mezzo del cortile della casa della nostra guida, a bere calientito (una bevanda fortemente alcolica che si beve proprio per riscaldarsi e sopportare il freddo) e a sentire la difficile storia di Huancaya e anche leggende e superstizioni locali. Ho respirato a pieni polmoni l’aria purissima che si respira da quelle parti, un’aria che a quell’altezza (tra i 3500-3800 metri) ti spezza facilmente il fiato, ma poi quando arrivi nelle cime più alte ti fa godere di paesaggi stupendi. Sono rimasta affascinata dalla maestosità delle montagne, dalla bellezza delle cascate, dalla calma che infondono le lagune e dalla forza dei fiumi, che attraversano tutto senza farsi troppi problemi. Ho riscoperto che si può vivere anche senza internet e che non è poi così male concedersi pace e tranquillità nel bel mezzo della natura incontaminata.

Alla fine del mio breve viaggio ho capito che se a Lima basta attraversare un ponte per cambiare realtà, attraversando il Perù non solo si cambia realtà, ma si cambia addirittura mondo e anche secolo. A Huancaya e Vilca infatti, il tempo pare si sia fermato. Vivere in Perù è una scoperta continua.