Salve, mi chiamo Roberto De Ferrari e sono un italiano in Perù

Roberto De Ferrari

Abbiamo incontrato Roberto De Ferrari, titolare dell’impresa Spazio e Stile, un negozio di mobili italiani situato nel cuore di Lima che offre un vasto assortimento di mobili d’alto livello, che in alcuni casi sono veri e propri pezzi di design tutto italiano. Roberto ci ha raccontato della vita in Perù, di come nasce la sua azienda e ha dispensato dei consigli per chi decide di avviare un’attività in Perù. Di seguito l’intervista.

Come mai hai deciso di venire a vivere in Perù?

Dunque, mi sono ritrovato qui in Perù per una combinazione di motivi. Io non avevo intenzione di investire in questo mercato, l’ultima volta che feci visita al Perù correva l’anno 1987 e in quel periodo il Perù era tutt’altro che un posto tranquillo, a causa delle forti tensioni sociali e civili dovuti allo scontro tra stato e Sendero Luminoso, dunque appena potuto sono tornato subito in Italia. Fin quando, circa 5 anni fa mi si presenta questa nuova avventura che abbiamo chiamato Spazio e Stile e sono tornato qua in Perù. Ovviamente al mio arrivo trovo un Perù totalmente diverso da quello che avevo lasciato nel mio ultimo viaggio, ora la vita a Lima non è tanto diversa da quella di una qualsiasi città italiana.

Come ti trovi in questo paese?

Si in questo paese ci si trova bene, c’è una grossa aspettativa di sviluppo, è un paese che ha tutte le potenzialità per poter fare, ma a cui allo stesso tempo manca tutto perché mancano le cose fondamentali. Ad esempio, una delle cose fondamentali che manca a parer mio sono le strade, le autostrade e comunque la comunicazione, penso che lo sviluppo di un paese si misuri appunto dalla comunicazione, basti pensare a ciò che fecero i romani, qui invece gli Inca nel 1400 ancora non conoscevano la ruota. Tuttavia, oggi come oggi non c’è questo divario culturale e tecnologico ma solo una grande opportunità di sviluppo.

Secondo te cos’ha il Perù che l’Italia non ha?

Il Perù come cosa principale ha tutte le risorse, è il secondo paese al mondo come produzione d’Oro, e l’oro raccolto in Perù in 70% è informale quindi è secondo già solo con quel 30% ufficiale, tutte le nostre miniere italiane messe assieme non fanno un centesimo a quelle peruviane, che vanno dall’oro, al rame, al ferro al manganese etc. È il secondo stato al mondo come pesca, per quantità di pesce pescato, lavorato e venduto, e ha una produzione di frutta che ce la sogniamo, ha dunque delle potenzialità meravigliose che in Italia non abbiamo.

Allo stesso modo cos’ha l’Italia che manca al Perù?

Noi in Italia abbiamo una grande cultura, una grande capacità di lavorare e di sfruttare le poche cose che abbiamo, e in modo particolare il turismo. Abbiamo inoltre una grande tecnologia che qui manca.

Cosa ci puoi dire su Spazio e Stile?

Sono felice d’essere riuscito a portare in Perù la cultura del mobile, la bellezza e la tecnologia più che altro. Spazio e Stile rappresenta oggi per il mercato peruviano una punta d’eccellenza del settore mobile. Al momento i nostri unici competitor sono i brasiliani, pertanto siamo gli unici a rappresentare l’Europa. Noi importiamo in Perù un prodotto che qui non esiste, frutto della terza generazione tecnologica del mobile, tutti i nostri prodotti nascono in Italia, dunque noi non vendiamo solamente un’ottima qualità di mobile, ma anche una grande varietà di prodotti dal design unico e tutto italiano.

Dopo quasi 5 anni di attività commerciale secondo te perché sei riuscito ad andare avanti invece di altri italiani che mollano dopo pochi mesi?

Bè sicuramente è la voglia di lavorare, considera che noi siamo aperti sette giorni alla settimana dalla mattina alla sera. Sicuramente non si può pensare di aprire un’attività qua a Lima e credere che non costi tantissimo sacrificio farla funzionare. Per noi è impensabile fare giusto le nostre 8 ore giornaliere e tornare a casa; quando abbiamo iniziato a tenere aperto la domenica tutti rimasero un poco sconcertati, perché qui è davvero insolito lavorare la domenica, almeno in questo settore.

Cosa consiglieresti agli italiani che vogliono venire in Perù per investire in qualche attività?

I consigli che darei sono le stesse motivazioni che ci hanno consentito di proseguire con questa attività per 5 anni e l’altro requisito fondamentale è l’impegno. Molti ragazzi arrivano e pensano che con un piccolo capitale si possa aprire un’attività, ma bisogna ragionare all’italiana e lo stesso impegno o forse anche di più bisogna mettercelo a 500,000 km da casa, anche perché qua non si hanno mamma e papa a dare una mano e in più si hanno anche più spese. Non esiste più il paese in cui andare ad arricchirsi e tornare in Italia pieni di soldi, il mondo ormai è tutto globalizzato, basti pensare ai beni tecnologici come telefono, lavatrice o televisore si pagano lo stesso tanto da qualunque parte del mondo. Bisogna fare le giuste ricerche di mercato e valutazione prima di fare il vero e proprio investimento.

Cosa ti manca di più dell’Italia nella vita di tutti i giorni?

La vita sociale, che qua ho cercato di ricostruire, qui in questo stesso negozio abbiamo cercato di creare un’area dove sia possibile poter fare pausa, e costruire un punto di socializzazione all’interno del negozio stesso.

Com’è la vita a Lima?

Bè io personalmente a Lima mi trovo bene, come detto in precedenza in un mondo globalizzato è difficile trovare sostanziali differenze. Qui comunque c’è tutto, se hai voglia di mangiare il parmigiano vai e lo compri, hai voglia di una buona pizza e trovi anche quella. E poi qui a Lima se riesci ad inserirti nel giusto sistema riesci a lavorare bene. In conclusione, penso che comunque bisogna avere la capacità di vedere le cose dal punto in cui si è, e dunque non è possibile fare dei grossi paragoni totalmente astratti tra realtà diverse.