Salvatore Del Vecchio: “Europa sì, Europa No”

Cosa rappresenta l’Italia per l’Europa? Avete presente i Pupi Siciliani? Ebbene per chi non ne ha mai sentito parlare, è un teatro di marionette nato in Sicilia all’inizio del 1900. Le rappresentazioni particolarmente focalizzate sulla letteratura cavalleresca, animavano gli spettatori di tutte le età proiettandoli attraverso i lieto fine, nella speranza della rivendicazione sociale.

I Pupi venivano abilmente mossi da esperti manovratori che effigiati da esperienza, vincolavano le marionette a eseguire il copione teatrale. Così come dettava la sceneggiatura, erano i buoni che vincevano la prepotenza dei tiranni.

Eccoci al paragone: a differenza della vittoria del più debole grazie a un vittorioso eroe, il teatro marionette europeo vede una sceneggiatura totalmente differente, la legge del più forte prevale sulla debolezza, zittendo nel nostro caso, la voce di 60 milioni di persone che viene inutilmente rappresentata da tentennanti facilitatori manovrati da abili burattinai.

Quanta voce in capitolo abbia l’Italia nella eurozona o nella Unione Europea, è dimostrabile dai fatti.

Tra le tante chiare chiavi di lettura, l’ultima viene da un articolo non smentito pubblicato sul quotidiano spagnolo “El Pais” dove, la notizia vede la esclusione dai colloqui europei sulla crisi del coronavirus, del Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, per volontà del primo ministro olandese Mark Rutte e dalla cancelliere tedesca Angela Merkel.

Che l’Italia finisse come fanalino di coda di una Europa manovrata da interessi Franco/germanici o, ancor più germanici, lo sapevamo, o meglio, lo sapevano i nostri rappresentanti politici del momento.

Cercando faticosamente di dimenticare quella fatidica data che ci vide mettere la testa sopra il patibolo della cosiddetta “morte annunciata”, la domanda nasce spontanea: perchè, considerando la grande svolta o impatto che tal decisione avrebbe avuto sulle vite degli italiani ci è stato negato il diritto ad esprimere attraverso un referendum la nostra opinione alla scelta della moneta unica e alla UE?

La risposta è indiscutibile, il pericolo che da un referendum scaturisse una volontà differente da quella designata dai burattinai, era sicuramente presente e, doveva essere assolutamente evitato, quindi venne biecamente soppresso d’autorità il diritto “sovrano”, prendendo a calci la Costituzione e, finalmente (si fa così per dire) si decapita il nostro “bel paese”. Possiamo definirla democratica tirannia?

Certo agire d’autorità passando sopra le opinioni del cittadino è una abitudine del Governo, vedi infatti la arbitrarietà dato di conseguenza al divorzio 5stelle-Lega, portando nuovamente alla ribalta un partito soppresso che riprende sogghignando le redini del destino italiano, senza che il popolo ha potuto esprimere il proprio dissenso o consenso.

Indubbiamente, la politica appassiona anche gli ignoranti sull’argomento, facendosi trasportate dall’onda dell’entusiasmo senza calcolare lucidamente i pro e i contro, fidandosi ciecamente di un Governo dagli adunchi artigli, aggrappato per decenni alle poltrone del comando che attraverso le varie legislature, ha trascinato allo scompiglio un intero paese.

Sappiamo che quando il costo del debito è inferiore al tasso di crescita, il debito pubblico rispetto al PIL viene controllato efficacemente. Purtroppo non è il caso dell’Italia dove la complessità del problema, è rappresentata dalla disastrosa amministrazione che ha portato il paese, attraverso una nepotistica politica del bengodi, al disastro economico.

Entrare nella Eurozona, non ha beneficiato di sicuro il popolo italiano, al contrario è stata una chiara scelta politica d’interessi, stagnando ulteriormente la crescita economica dell’Italia, elevando il debito pubblico già tracollato e, partorendo un indicatore crescente di povertà.

In una azienda, la corretta amministrazione è la radice fondamentale sia di crescita che di esistenza della stessa impresa. Al contrario una inverificabile blanda amministrazione porta inesorabilmente al fallimento.

La azienda Italia, grazie alla esperta inefficienza o meglio efficiente inutilità degli amministratori cui costo enorme di oltre 183 milioni di Euro annuali grava pesantemente sulle tasche dei contribuenti (senza contare pensioni immeritate e vitalizi, per altri 1.800 milioni di Euro annuali, aggiungendo attività annesse e sgravi fiscali), scivola a rotta di collo e senza freni sul filo tagliente della bancarotta. A che serve pagarli se poi il loro lavoro ci porta brutalmente verso il fallimento? Questo è autolesionismo.

La azienda Italia deve avere il coraggio del cambio, le capacità e le risorse per poterlo fare esistono, l’Italia ha tutto.

Diventa vitale per frenare la crisi esponenziale, il rimboccarsi le maniche e, con drastici cambi a livello governativo ed amministrativo, rimettere in ordine i conti pubblici eliminare le spese superflue e/o non di interesse nazionale.

Puntare tutti gli sforzi verso una sana politica di crescita grazie alle molteplici risorse distribuite sul nostro caro vecchio stivale… Prima gli Italiani!

Uscire dall’Eurozona, è un passo obbligatorio per riprendersi la autonomia, l’Italia non ha bisogno dell’Europa, al contrario è l’Europa che ha bisogno dell’Italia.

Chiaramente questo passo estremamente importante attirerà le rappresaglie dei burattinai che si vedrebbero privare di un grande apportatore finanziario. Certamente, debito per debito è più conveniente investire nel proprio paese che elargire soldi a dritta e manca solo per restare su un podio che non ci porta nessun beneficio reale.

Per quanto riguarda il Governo, è importante rammentare che lavora per noi e non noi per il Governo, le decisioni devono essere prese in accordo con la nostra Costituzione, quindi con il consenso del popolo italiano.

Uscire da questo tunnel che noi stessi abbiamo costruito con la nostra disunione e disinteresse è fondamentale per la ripresa, così come è fondamentale scrollarci di dosso la spazzatura che ci soffoca e dirigere gli sforzi a risollevare in lingua italiana il marchio ITALIA.

Sicuramente quanto scritto non piacerà a molti, però spero nella intelligenza di chi approva il cambio.

Salvatore Del Vecchio


Salvatore Del Vecchio: “Ipotesi o realtà?”

La pandemia Covid-19 ha dato vita a infinite teorie per spiegare l’origine di questo virus che è emerso a Wuhan. Ci sono molte ipotesi, alcune scriteriate ed altre sensate, che circolano costantemente attraverso i social network e che cercano di fornire una logica a questa terribile crisi sanitaria.

Di certo, la favola che cercano di inculcarci attraverso i media di un virus nato dal nulla estremamente aggressivo per il genere umano, trova posto solo nei cervelli dei più ingenui.
Armando i pezzi di questo raccapricciante mosaico, ci immettiamo su una via che porta alla convinzione che questa macabra opera d’arte, mi riferisco alla pandemia, è stata studiata freddamente a tavolino.

Con la conoscenza della OMS e, le confuse informazioni sui partecipanti finanziatori, si realizza il super laboratorio livello 4 in Wuhan per lo studio di nuovi patogeni pericolosi per l’uomo e, si ingegnerizza un nuovo virus letale.

Immediatamente risaltarono le preoccupazioni espresse sulla rivista internazionale Nature Medicine nel 2015, sulla enorme pericolosità di questo virus sperimentale in grado di infettare le cellule delle vie respiratorie umane; stesse preoccupazioni riproposte pubblicamente en una trasmissione di Rai 3 sempre nel 2015 e ulteriormente ricalcate da Simon Wain-Hobson, virologo all’Istituto Pasteur di Parigi, dove sottolineava che quel virus ingegnerizzato in laboratorio, prolifica in maniera incredibilmente efficiente nelle cellule umane.

Se questa ingegnerizzazione aveva solo scopo di oggetto di studio, a che serviva creare una severa minaccia solo per scopi di studio?

Atterriamo sul tappeto della logica: le due guerre mondiali, portarono un livello di distruzione enorme con più di 60 milioni di morti, pari al 2,3% dell’allora popolazione mondiale, trascinandosi per diversi anni, i retroscena dati dal collasso economico, dall’enorme spesa militare e di ricostruzione sociale ed ambientale.
Un terza guerra mondiale adoperando armi nucleari, vedrebbe la distruzione del genere umano e forse i pochi sopravvissuti si troverebbero in un ambiente inospitale contaminato quindi invivibile.

Alla fine non ci sarebbero ne vinti ne vincitori, ne terre da governare ma solo disperazione e fame. Tirando le somme, una terza guerra mondiale utilizzando le armi nucleari non converrebbe a nessuno. Quindi il braccio di ferro tra i potenti viene limitato solo alle scaramucce diplomatiche e a distrarre l’attenzione sociale.

Perché parlo di terza guerra mondiale? Perché anche se sottovalutato, per il comune cittadino, esiste nella attualità uno dei problemi più rilevanti e non evidente agli occhi di tutti, più importante della energia e della stessa economia: la crisi alimentare.
Attualmente lo sfamare gli oltre 7 miliardi di persone, porta le risorse terrestri ai limiti di soddisfare l’esigenza. L’uomo nella sua sconsideratezza ha quasi radiato al suolo il 50% delle foreste e, le falde acquifere sono in via di esaurimento. Quasi il 38% della popolazione mondiale è rappresentata dalla Cina e India, paesi dove la crisi alimentare è sempre più aggressiva provocata anche dall’alto indice di inquinamento che si ripercuote sulle loro risorse ittiche, agricole ed ambientali, obbligandoli alla ricerca di altre fonti di sostento.
Detta crudelmente, se mettiamo sui piatti della bilancia popolazione e fabbisogno alimentare, non troveremo nel 2050 con i quasi 10 miliardi persone stimati per la FAO il giusto equilibrio.

Sinteticamente, le risorse terrestri sono in via d’esaurimento mentre la popolazione aumenta aumentando il fabbisogno delle stesse risorse.

Cercare di risanare la natura convertendo fabbriche ed industrie, ricorrere alla energia pulita (sicuramente già esistente ma ben nascosta), cercando di ripopolare i boschi ed eliminare l’inquinamento delle acque e dell’aria, ingegnerizzare l’agricoltura, porterebbe al contrasto degli interessi economici delle potenti lobby che giocano in borsa sulla pelle della umanità.

Allo stesso momento non è conveniente per i Governi arrivare ad affamare il popolo che potrebbe rivoltarsi contro creando il più grande conflitto sociale della storia della terra con perdite notevoli di vite umane e allo stesso tempo la perdita del potere dei potenti. C’è da decidere.

Una possibile riunione dei vertici mondiali intorno ad una tavola rotonda in tempi non sospetti, potrebbe aver determinato il futuro della razza umana, giocando freddamente sui numeri e sui ritorni economici. Non esistono più nemici confinati ma complici compiacenti.
Come fare? Si crea un super laboratorio biologico livello 4, si procede allo studio ed alla creazione di uno nuovo patogeno destinato a ridurre drasticamente la razza umana.
Lo schema è semplice, il virus attacca i deboli, particolarmente gli over 65 che rappresentano una negativa longevità che pesa considerevolmente sulle casse dello stato, si elimina chi soffre di patologie congenite o acquisite e, come effetto collaterale una percentuale di individui sani, stimando una riduzione calcolata in grado di far flettere l’ago della bilancia risorse/esigenza sul valore desiderato e nei tempi stimati. Al raggiungere lo scopo, come per incanto uscirà dal cassetto l’antivirus che porrà fine alla pandemia. Il gol sarebbe riportare la popolazione mondiale ai valori del ultimo dopoguerra, circa 2,6 miliardi, con un numero irrisorio di anziani con una popolazione meno acciaccata dalle affezioni, eliminando la crisi alimentare riducendo allo stesso tempo le spese sociali e, possibilmente decretare la legge per i vaccini annuali obbligatori, favorendo senza rischi collaterali, le lobby farmaceutiche.

Molti non berranno la favola del virus nato per caso e, per seppellire qualsiasi sospetto, verranno zittiti scienziati e ricercatori, la metamorfosi della verità in bufala sarà magistralmente operata dai social media, ci laveranno il cervello con le solite falsità e, gli autori del genocidio saranno applauditi come salvatori della razza umana continuando sul podio del potere gestendo la nostra esistenza, imprigionando le nostre menti e la nostra democrazia.

Questa terza guerra mondiale è già in processo, dove il nemico non è rappresentato dalle nazioni contrarie ma dalla massa della gente comune.

Ipotesi o realtà? Di certo la ingegnerizzazione del virus nei laboratori di Wuhan ed il diffondersi della trasmissione del COVID-19 a livello mondiale ce la vorrebbero far passare come coincidenza.

Una delle frasi celebri di Megan Zanin descrive la coincidenza come inesistente, tutto nasce per un motivo.

Salvatore Del Vecchio