L’Uruguay, il cui nome ufficiale è Repubblica Orientale dell’Uruguay, è un piccolo territorio incastonato tra i due giganti Argentina e Brasile e una piacevole sorpresa in quella terra sconfinata e variopinta che si chiama Sud America. Bagnato dal lunghissimo Rio de la Plata e dall’Oceano Atlantico, è la seconda nazione più piccola dell’America Latina dopo il Suriname. La lingua nazionale è lo spagnolo, ma parecchie persone parlano l’italiano, visto che circa metà degli abitanti sono oriundi. Data la forte presenza dei nostri emigranti, è stato istituito il Comitato delle Associazioni Venete in Uruguay, detto CAVU, riconosciuto dalla Regione Veneto e composto da bellunesi, padovani, trevisani e vicentini. Inoltre, dal 1961 la Missione Cattolica italiana gestita dagli Scalabrini, offre accoglienza e conforto ai connazionali e aiuti pratici ai più bisognosi, oltre all’ospitalità per chi giunge nella capitale. Hanno realizzato una casa di riposo premiata come modello di collettività italiana e aperta ora anche a chi non è oriundo.

“Gli affitti oscillano tra i 150 e i 250 euro mensili”

Ancora nel 1942 il presidente italo-uruguaiano Alfredo Baldomir Ferrari ha reso obbligatorio lo studio della lingua italiana nelle scuole superiori statali e si stanno sviluppando alcuni progetti per aprire un’università italiana. È un paese in cui il capo dello Stato, José Alberto Mujica Cordano, detto El Pepe, vive in prima persona le difficoltà di un popolo indigente, tanto che ha deciso di percepire uno stipendio di 800 euro e rinunciare al surplus, affermando che in Uruguay c’è gente che vive con molto meno. Opera una politica di innovazione e di sviluppo per la legalizzazione dei matrimoni gay, della marijuana, dell’aborto e per la stabilità bancaria.

L’Uruguay è molto attraente, offre ottimo cibo, spiagge meravigliose e incontaminate, quali Punta del Este e Costa de Oro, e uno stile di vita calmo e rilassato con 3 milioni e mezzo di abitanti su quasi 180 mila km², di cui 2 milioni solo nella capitale. Può essere considerato il paese più europeo del Sud America, ha un clima vario e le stagioni invertite rispetto alle nostre, con un Natale tropicale e un rigido Ferragosto. Gli affitti oscillano tra i 150 e i 250 euro mensili. Sebbene gran parte della popolazione e del mercato si concentri nei centri urbani principali di Montevideo e Punta del Este, è molto bello vivere anche in campagna, in grandi o piccole fattorie, dette chacras, e alcune in riva al mare. Le località più frequentate sono abbastanza sicure, nonostante la povertà sia diffusa e la qualità del servizio sanitario pubblico sia peggiorata negli anni rimanendo piuttosto lontana dagli standard medi europei.

La capitale Montevideo è una città deliziosa, suddivisa a raggiera in vari quartieri. È accogliente e con tanti edifici degli inizi del ‘900, fastosi e in eccellente stato di conservazione. Il suo stile arioso conferisce un’atmosfera dinamica e naturale, anche per il suo ampio porto che la rende inconfondibile per i profumi, il calore, i colori e il mercato antico. In particolare, si possono trovare mostre ed eventi artistici nella Piazza Indipendenza, tra la Città Vecchia e la zona del centro, e un incantevole panorama di mare e spiagge lungo la rambla, che segue la costa per più di 22 km e dove le persone corrono o passeggiano a tutte le ore. Piriápolis, città unica e mistica, progettata dall’italo-uruguaiano Francisco Piria, è una località balneare tra le più graziose, a 35 km da Punta del Este, circondata da una natura incontaminata di colline, mare e spiagge bianche, coccolata dall’ospitalità della sua gente. Punta del Este è una città che affascina per le sue splendide spiagge e un tramonto incantevole. È fantastica Casa Pueblo, una casa-museo costruita a picco sul mare dall’artista plastico Carlos Paez Vilaró, un posto spettacolare, ricco di armonia e serenità, dove il contrasto tra il bianco della facciata, il blu intenso e la luce brillante riflette il sole e scalda l’anima. In questa casa, laboratorio e museo, si ammirano le opere che l’artista ha creato e si rimane colpiti dall’energia del luogo, in armonia con lo stile di Vilaró e la sua produzione di piastrelle, tele e superfici con figure di grande effetto.

“Adiós Sol…! Mañana te espero otra vez”

È finito il mio viaggio, sono ancora a Casa Pueblo, guardo il mare e il sole che piano piano fa capolino. Vilaró ha scritto un inno al sole, che sto ascoltando davanti a questo tramonto dolce e malinconico. Come il sole, anch’io lascio l’Uruguay, ma è un arrivederci, porterò questa splendida terra sempre con me e ogni giorno quando vedrò spuntare il sole, ricorderò questo attimo e questa gente accogliente e profonda, un po’ nostrana e un po’ latina, questa voce paterna e profonda che ripete… Hola Sol! Otra vez sin anunciarte llegas a visitarnos. Otra vez en tu larga caminata desde el comienzo de la vida. Adiós Sol…! Mañana te espero otra vez. Casapueblo es tu casa, por eso todos la llaman la casa del sol. El sol de mi vida de artista. El sol de mi soledad. Es que me siento millonario en soles, que guardo en la alcancía del horizonte.

Giorgia Miazzo è nata a Padova nel 1977. Nel 2004 si è laureata in Mediazione Linguistica di Inglese e Spagnolo presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Vicenza, nel 2006 ha conseguito la Laurea Magistrale in Traduzione Tecnico-Scientifica in Inglese e Spagnolo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e nel 2012 ha acquisito una seconda Laurea Magistrale in Scienze del Linguaggio per la Lingua Portoghese presso la stessa Università. Si è perfezionata in ambito linguistico specializzandosi presso le Università Brasiliane UFSC di Santa Catarina e UERJ di Rio de Janeiro. È formatrice linguistica, docente, interprete e traduttrice, giornalista e accompagnatrice turistica. Appassionata della cultura latino-americana, ha vissuto nella Repubblica Dominicana, lavorando presso la Camera di Commercio, e in Brasile, insegnando ed effettuando ricerche linguistiche. Ha conosciuto varie realtà dei paesi in via di sviluppo nelle Americhe, quali Messico, Cuba, Honduras, Venezuela, Perù, Cile, Paraguay e Argentina, e in Africa, come l’Angola e il Senegal.