Avevo preso la mia decisione: avrei passato i miei tre mesi all’estero a New York. Ero ovviamente entusiasta, vi ero già stata in vacanza e l’avevo profondamente amata, mi aveva conquistato fin dal primo sguardo. Ho pensato che avrai avuto più tempo per scoprirla e vedere le tante cose che sicuramente mi ero persa e che mi mancavano. Già mi immaginavo girovagare per le vie di Brooklyn (il mio quartiere preferito), passeggiare per il Central Park, pattinare nelle piste di ghiaccio all’aperto, perdermi tra i bellissimi musei e tra le viuzze più segrete della città. Poi un giorno, per caso, ho avuto la fortuna di leggere il racconto di una ragazza mia conterranea che aveva appena concluso la sua avventura proprio qui a Lima.

Il suo racconto mi ha colpito e affascinato, la sua esperienza mi è parsa estremamente interessante e ricca sotto tutti i punti di vista: professionale, umano, culturale. L’aver letto il suo racconto mi è parsa una fortuna, un segnale, uno di quei segnali che ti passano davanti e devi avere solo il coraggio di cogliere.

Così eccomi qua, sono ormai passati esattamente tre mesi da quando ho messo piede per la prima volta in Perù. Un paese sconosciuto e affascinante di cui sapevo ben poco, praticamente niente. Purtroppo sono quasi giunta al termine della mia permanenza qui, quindi è tempo di tirare le somme.

Vado con ordine. Frasi tipiche pre-partenza:

Contro

  • Ma non dovevi andare a New York? (con la faccia contrariata)
  • Cosa ci vai a fare in Perù?
  • Hai fatto tutti i vaccini? Stai attenta mi raccomando (tipica frase che induce sempre ad una classica e mai nociva toccatina)

A favore

  • Sono proprio contento della tua scelta, il Perù è un paese magico
  • Ti innamorerai sicuramente del Perù
  • Beata, Machu Picchu è il mio sogno

Sono quindi partita con quest’alternarsi di vedute e opinioni, maggiormente incuriosita rispetto a quello che avrei incontrato in un paese così lontano e che fino a pochi mesi prima non era minimamente nella mia lista dei paesi da visitare. Di seguito un elenco random delle cose positive e meno positive che mi sono successe durante il mio soggiorno, qualche consiglio e un sacco di bei ricordi.

Si parte con le cose meno positive

  • I miei guai sono iniziati ancora prima di partire, o meglio, ho proprio rischiato di non partire, visto che la notte prima della partenza sono stata malissimo e non mi reggevo nemmeno in piedi
  • Trovare una casa non è stato facile. Ho passato i primi 10 giorni in ostello alla ricerca di una stanza (è stato più complicato perché cercavo casa con una mia amica e due stanze sono più difficili da trovare) e i prezzi, nei quartieri di Miraflores e San Isidro, tra i quartieri più sicuri, non sono poi così bassi
  • Trovata la casa abbiamo avuto non pochi problemi iniziali con i proprietari tanto che al secondo giorno già volevano mandarci via dandoci appena due giorni di tempo per trovare un altro appartamento. Ciò che ha fatto scatenare la loro ira funesta è stata una mia frase che evidentemente hanno preso come altamente offensiva: “Signori, visto che voi ricevete i miei soldi, io esigo i servizi pattuiti per contratto”. A quanto pare avevamo proprio richieste esagerate: acqua calda nel nostro bagno (inizialmente dovevamo lavarci in un bagno del piano inferiore e inoltre, con la doccia erano comprese anche delle scosse di elettricità decisamente forti…ho pensato di diventare scema per alcuni minuti), internet (indispensabile per il mio lavoro), un ripiano della credenza della cucina a disposizione per poter conservare il cibo (ma anche qui la cosa strana per loro era che noi mangiassimo a casa e cucinassimo così tanto – che viziaccio, queste italiane stanno sempre a cucinare!!)
  • Prenotazione di biglietti aerei su internet: se potete state lontani dal sito Despegar. Per colpa loro abbiamo rischiato di perdere un bel po’ di soldi e il rimborso ci è arrivato solo dopo continue telefonate e minacce varie e dopo quasi un mese. Su tre voli prenotati uno è andato a buon fine, uno è stato cancellato e uno ha subito un rincaro; insomma, la serietà e la professionalità non sono proprio il loro forte
  • Il traffico, di cui ho già parlato, è sicuramente una delle cose più fastidiose di Lima e soprattutto non c’è nessun rispetto per i pedoni (le strisce pedonali esistono, ma probabilmente sono invisibili)
  • È difficile trovare un buon caffè (anche se ne ho bevuto uno buonissimo durante il mio viaggio a Chanchamayo), ma questa è la solita lamentela da italiani. Ci lamentiamo sempre del caffè, della pizza, e del cibo in generale!
  • Lima: il mio rapporto con Lima si può definire di amore e odio, tra noi non è di certo stato amore a prima vista. Lima non è una di quelle capitali come Roma, Parigi, Madrid, solo per fare alcuni esempi, che in sé racchiudono l’essenza di un intero paese e si fanno ammirare in tutto il loro splendore. Lima è modesta, non si concede facilmente, la scopri lentamente. È come uno dei tuoi cari amici bruttini che inizialmente ti sembravano proprio brutti brutti, ma col tempo hai imparato ad apprezzare e che ora ti sembrano quasi carini. Lima non sarà mai il tuo più grande amore, ma con pazienza, potrebbe diventare una tua carissima amica. A me è successo così, mi ci sono affezionata pian piano, col tempo ho scoperto che possiede degli scorci per cui vale la pena aspettare, inoltre è una città che ti offre grandi possibilità e ti accoglie a braccia aperte. E poi da quando si vede il sole anche a Lima, è tutta un’altra storia!
  • La povertà: il Perù è un paese con un grosso potenziale e un progressivo sviluppo che però vive ancora di contrasti estremi. A Lima per esempio, si passa dai quartieri “in” e “occidentali” come Miraflores, San Isidro, la Molina etc. a quartieri completamente abbandonati al loro destino dove la povertà, la mancanza di igiene e dei servizi di base mancano completamente. Se poi si va nella provincia, la situazione è spesso anche peggiore
  • Il machismo è ancora fortemente presente, ma per fortuna le donne in questi ultimi anni stanno prendendo sempre più consapevolezza delle loro possibilità e potenzialità, cercando anche ti rompere in qualche modo lo stereotipo presente un po’ ovunque nel mondo della donna solo come moglie, madre e donna di casa.
  •  “AHORITA”: se sentite questa magica parola, sappiate che siete nei guai. “Ahorita” per i peruviani, infatti, indica un lasso di tempo indefinito, che può variare tra i due minuti e l’infinito. L’ “ahorita” si collega direttamente al famoso “ritardo cronico” dei peruviani. È inutile che cerchiate di fargli capire che essere in ritardo non “fa fighi”, anzi è una mancanza di rispetto che può portare alla progressiva perdita di pazienza, e non solo, del malcapitato di turno. Loro proprio non ce la fanno ad essere puntuali, quindi sarete voi a dover prendere dei provvedimenti al riguardo: semplicemente uscite almeno mezz’ora dopo l’orario concordato!
  • Quando sono tornata a Lima dopo il mio viaggio a Cusco e Machu Picchu, la prima domanda che mi facevano i peruviani era sempre la stessa e mi sono ritrovata varie volte a pensare: “Certo che questi peruviani sono un po’ strani…torni da uno dei luoghi più belli, emozionanti e magici che si possano visitare e la domanda è sempre la stessa: Sei andata a ballare a Cusco???” WTF

Da qui inizia il bello!

  • Le persone (o per lo meno la maggior parte di esse, anche qui ovviamente ci sono gli scontrosi e i maleducati) ti accolgono e ti mettono a tuo agio. Ti regalo il loro tempo e i loro consigli. Non ti indicano la via, ti ci accompagnano.
  • I paesaggi: uno dei motivi per cui questa avventura è stata così bella sono i paesaggi, e il Perù in questo campo è sicuramente uno dei migliori. Qui si può godere di panorami incantevoli e completamente differenti, si passa dalla selva alla sierra, dalla costa al deserto. Si rimane a bocca aperta di fronte all’incanto di panorami spettacolari, che ti conquistano e si imprimono con violenza nei tuoi occhi e nel tuo cuore.
  • I tour avventura: qui, vista appunto la varietà di luoghi, si possono sperimentare una serie infinita di sport divertenti e avventurosi. Tra i tanti consiglio vivamente il tour con il gommone, divertente e adrenalinico; il percorso nell’acqua che io ho fatto a Chanchamayo nella selva centrale dove si cammina sul letto di un fiume, si scalano le cascate con la corda e ci si può anche tuffare da rocce e piccole cascate, emozionante e indimenticabile; il trekking, che ti permette di passeggiare in mezzo alla natura in paesaggi incantati, dove il tempo si ferma e l’unico rumore che si sente è dato dagli animali e magari da un fiume vicino, un’esperienza profonda e quasi mistica.
  • Machu Picchu: ha sicuramente bisogno di una menzione particolare. È vero, è sicuramente il luogo più turistico del Perù, migliaia di turisti tutti i giorni arrivano per scoprire se davvero ha il fascino di cui tutti parlano. E in realtà anche io sono andata un po’ con l’idea che un luogo che è ormai diventato così turistico e commerciale avesse ormai perso molto del suo fascino. Niente di più sbagliato. Machu Picchu non potrà mai perdere il suo fascino e la carica quasi magica che possiede. Se volete godere appieno del fascino del luogo, vi consiglio di fare il percorso a piedi da Aguas Calientes senza farvi intimorire dai tanti peruviani del posto che non so perché (probabilmente per guadagnare sui pullman?) normalmente lo sconsigliano. Il percorso è fattibilissimo ed è incantevole, ti permette di arrivare in cima godendo di un panorama eccezionale. Quando poi si arriva fin su, la meraviglia ti avvolge. Machu Picchu è un’opera d’arte sotto molti punti di vista, gli Inca l’hanno davvero costruito con grandi capacità e competenze di vario tipo: architettoniche, agricole, astronomiche. Lì tutto ha un senso e un’armonia particolare.
  • L’entusiasmo dei giovani che, anche grazie ad una fase di prosperità, sentono di poter fare molto affinché il loro paese continui su questa via e cresca con loro. Sono pieni di interessi, di voglia di fare, sono curiosi, appassionati e ci mettono la faccia.
  • Il Perù intero, perché è davvero un paese magico che ti conquista col suo fascino, la sua storia, con i suoi contrasti e il suo immenso patrimonio naturale e culturale. È un paese che da ancora il giusto valore alle tradizioni, dove le comunità indigene portano avanti con orgoglio il loro sapere e la loro cultura, dove lingue ed etnie diverse convivono rivendicando la loro identità, ma contemporaneamente la loro appartenenza ad un tutto più grande, dove il rispetto per la Pachamama è ancora qualcosa di molto importante.

In definitiva, sono stati tre mesi ricchi di tutto questo e ancora di più e sono stati dei mesi meravigliosi. Alla fine di tutto, quando ripenserò a questa bellissima avventura, so che mi verranno in mente solo ed esclusivamente i ricordi positivi e che ripensando al Perù, sul mio volto si formerà sempre un sorriso.

2 Commenti

  1. Sono peruviano e mi sembra un po’ stupido dire che tutti i peruviani facciano sempre la stessa domanda di andare a ballare a cusco, dove ti hanno fatto questa domanda, a Lima??. Cmq la descrizione del Perù nell’articolo mi sembra giustissima tranne quella parte di “Tutti i peruviani mi fanno la stessa domanda”

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