Alla scoperta del Titicaca e le isole degli Uros in Perù

Sulle sue acque sorgono numerosi villaggi galleggianti interamente realizzati con strati intrecciati di “totora”, un tipo di canna simile al bambù che cresce abbondantemente nelle acque basse del lago.

lago titicaca e le isole degli uros

Diviso tra Perù (56%) e Bolivia (44%), il Titicaca è il lago navigabile all’altitudine maggiore del mondo, con una superficie di 8.562 chilometri quadrati e una profondità massima di 281 metri. Questa bellezza naturale indescrivibile non lascerà certo delusi tutti coloro che vorranno conoscere le sue splendide e affascinanti isole.

Le isole galleggianti degli uros sul lago Titicaca

L’arcipelago degli Uros, conosciuto più comunemente come Las islas flotantes (“isole fluttuanti”), rappresenta una delle maggiori attrattive per il turismo. Il nome non è casuale in quanto questi isolotti possono scendere e salire seguendo il livello del lago e gli abitanti possono spostarle come fossero chiatte. Costruite con la totora, una sorta di canna che cresce in tutta la zona, queste costruzioni hanno una superficie piuttosto limitata e ospitano un numero di famiglie che varia da tre a dieci. La maggior parte di queste isole si concentra nella parte peruviana del lago, mentre in Bolivia se ne contano solo quattro di recente costruzione (la prima fu inaugurata solo nel 2007).

Quali sono gli origini delle isole degli Uros?

L’origine de las islas flotantes è piuttosto incerta e la realtà si sposa facilmente con la leggenda. Secondo il mito di fondazione dell’etnia Uru, l’avvento dell’Inca Pachacutec spinse questo popolo, inizialmente stanziato nei pressi del lago Uru-Uru, nell’attuale città di Oruro in Bolivia, a costruire queste peculiari isole che potevano galleggiare solo grazie alla benedizione degli dei.

Com’è il popolo degli Uros?

Il popolo Uros si auto definisce Kotsuña (“civiltà del lago”) e di sangre negra (di sangue nero) per il loro potere di non affogare mai e per non sentire il freddo nelle buie sere d’inverno. I bambini infatti, vengono educati secondo le “regole del Titicaca”. Durante l’estate imparano a pescare, aiutano i genitori a costruire e riparare le isole e, per andare a scuola durante l’inverno, usano come mezzo di locomozione piccole barche a remi.

Cos’è il Caballito de Totora?

“El caballito di totora”, lento ma capiente, è il mezzo di trasporto per eccellenza e viene utilizzato per spostare viveri e persone da un’isola all’altra. Gli Uros vivono sostanzialmente di pesca, anche se negli ultimi anni il turismo è entrato prepotentemente nella vita quotidiana di queste persone. Aspettano ansiosi la barca motore piena di gringosche, ancor prima di scendere, iniziano a scattare foto a non finire: l’attesa per lo meno è reciproca. Saluto in quechua di rito e via verso l’artigianato locale, che prima dell’arrivo degli stranieri non esisteva. Anche i “veri padroni del lago e delle acque”, ahimè, sono diventati schiavi del turismo.

Cosa vedere al lago Titicaca?

Il lago Titicaca è un’insieme di storia, leggenda e natura mozzafiato. Tra il Perù e la Bolivia, secondo gli Inca proprio qui nacque la loro civiltà. Collocato a 3808 metri è un vero e proprio spettacolo della natura incastonato tra le montagne dell’altopiano.

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